La terapia del dolore è una branca dell’anestesiologia che si occupa di riconoscere, valutare e trattare il dolore cronico, spesso invalidante e sottovalutato. Attraverso una visita algologica si identifica la causa del dolore, che può derivare da patologie come mal di schiena, artrosi, neuropatie o fibromialgia. Il trattamento include farmaci, infiltrazioni e terapie complementari come fisioterapia e agopuntura, indirizzando ai trattamenti interventistici nei casi più complessi.

Pubblichiamo un articolo a firma del Dr. Umberto Audisio, Specialista in Anestesiologia, Consulente LARC Venezia e Mombarcaro, uscito sull’ultimo numero de Il Monitore Medico, la nostra rivista interna di divulgazione medica distribuita gratuitamente nelle sedi LARC e nelle migliori farmacie del territorio.

Il Gruppo LARC mette a disposizione dei suoi pazienti visite specialistiche di algologia oltre a terapie come infiltrazioni o neuroauricoloterapia.


La terapia del dolore – anche definita terapia antalgica – è quella branca dell’anestesiologia che ha lo scopo di riconoscere, valutare e trattare nella maniera più consona il dolore di tipo cronico.

Numerose patologie possono causare dolore che, nel momento in cui diventa cronico, può ridurre, anche in maniera importante, la qualità di vita della persona rendendo difficile lo svolgimento delle comuni attività quotidiane. Il dolore cronico è una problematica invalidante spesso poco riconosciuta e quindi sotto trattata: risulta così di fondamentale importanza ricorrere alla terapia antalgica per risolvere, quando possibile, o per controllare, il dolore in quelle situazioni in cui esso non è più solo un sintomo ma diventa una vera e propria malattia cronica.

Ma quali sono le patologie che possono trarre giovamento dalla terapia del dolore? Tra queste, in primis il “mal di schiena” che può dipendere da numerose cause come ad esempio le ernie discali, l’artrosi lombare, la lombosciatalgia e la sindrome del canale stretto midollare. Anche l’artrosi delle grandi articolazioni come ginocchio, spalla e anca possono causare dolori importanti che necessitano di un trattamento specifico quando non è possibile ricorrere all’opzione chirurgica. Altre patologie trattate possono essere quelle che causano infiammazioni dei nervi come la neuropatia diabetica, la nevralgia del trigemino o la nevralgia post-erpetica. Possono essere di interesse algologico anche le patologie che non interessano solo una sede specifica ma molteplici come la fibromialgia o le poliartriti.

Il primo approccio della terapia antalgica consiste nella visita algologica dove il medico raccoglierà tutte le informazioni relative al paziente, dai precedenti medico-chirurgici alle terapie in atto, e ovviamente verrà posta particolare attenzione alla comprensione delle caratteristiche del dolore per il quale il paziente giunge in visita. Inoltre, spesso, il colloquio si associa ad un esame clinico dove una serie di manovre permetteranno di comprendere ulteriormente la problematica in atto. A questo punto verrà formulata una prima ipotesi diagnostica che, in alcuni casi, potrebbe necessitare di esami aggiuntivi per essere confermata, come ad esempio una risonanza magnetica o un’elettromiografia arti superiori e/o inferiori.

Conclusi questi passaggi verranno poi fornite delle indicazioni terapeutiche. La terapia si basa nella maggior parte dei casi sull’utilizzo di diverse tipologie di farmaci come il paracetamolo, gli antinfiammatori FANS, gli oppioidi o i farmaci specifici per il trattamento del dolore neuropatico. Per alcuni pazienti invece si potrà ricorrere a delle infiltrazioni ovvero delle iniezioni di farmaci in sedi specifiche come le grandi articolazioni (spalla, ginocchio e anca), la schiena, o nelle vicinanze di alcuni nervi, in questi casi i farmaci generalmente utilizzati sono il cortisone, gli anestetici locali o l’acido ialuronico. Si precisa che per l’esecuzione delle infiltrazioni peridurali sarà necessario eseguire alcuni esami ematochimici per poter effettuare la procedura in sicurezza, nello specifico sarà necessario portare in visione la conta piastrinica e lo studio della coagulazione (Aptt/INR). Esistono anche delle terapie complementari che possono trovare indicazione nel trattamento del dolore cronico come la fisioterapia, l’agopuntura o la psicoterapia.

Infine, nei casi più complessi dove le terapie ambulatoriali non dovessero risultare sufficienti il paziente potrà essere indirizzato verso le strutture in grado di fornire i trattamenti interventistici necessari.


Dr. Umberto Audisio, Specialista in Anestesiologia, Consulente LARC Venezia e Mombarcaro.
Tratto da Il Monitore Medico 02/2025. Leggi il numero completo sul nostro sito.