Onde acustiche ad alta energia per ridurre il dolore e riassorbire i depositi calcifici. ​

La Litotrissia Extracorporea a Onde D’urto per uso ortopedico sfrutta onde acustiche ad alta energia che vengono generate con un’apparecchiatura dedicata e convogliate sulla zona bersaglio che causa il dolore.

L’azione delle onde d’urto comporta un incremento dei vasi capillari, con una diminuzione del dolore e l’eventuale riassorbimento dei depositi calcifici.

Con i nuovi apparecchi a disposizione la Litotrissia Extracorporea a onde d’urto è pressoché indolore e dura solo pochi minuti.
Il paziente è in grado di riprendere immediatamente le normali attività. Si consiglia, comunque, di evitare movimenti che possono sovraccaricare le zone trattate.

In genere si effettuano 3 trattamenti. Secondo il giudizio del Curante si potrà procedere ad un controllo ecografico (e clinico) a 3/4 settimane di distanza dal termine della terapia per una verifica del risultato ottenuto e per valutare un eventuale proseguimento terapeutico qualora fosse necessario.

Onde d'Urto Radiali e Onde d'Urto Focali: quali differenze?

Il trattamento con onde d’urto si divide in due tipologie principali, la cui scelta dipende dalla patologia e dalla profondità del tessuto da raggiungere.

Le onde d’urto radiali agiscono in superficie, sono ideali per tensioni muscolari o dolori acuti e possono essere somministrate dal fisioterapista.

Al contrario, le onde d’urto focali sono di esclusiva competenza medica: grazie alla loro capacità di penetrare in profondità, risultano meno dolorose agendo in modo indiretto sul bersaglio.

Sebbene entrambe le varianti di onde d’urto siano efficaci per stimolare la guarigione, spetta al medico specialista individuare la tecnologia più idonea per il caso specifico.

Le indicazioni più frequenti alla terapia con Onde d'Urto

  • “Lesione del portiere di calcio” al fianco (borsite trocanterica) e altre infiammazioni a livello dei tendini e articolazioni (borsiti)
  • “Pubalgia del calciatore” (sindrome degli adduttori)
  • Gomito del tennista” (Epicondilite radiale)
  • Gomito del golfista” (Epitrocleite)
  • Sindrome del ginocchio saltatore (Tendinite rotulea, parte anteriore delginocchio) e zampa d’oca (lato interno del ginocchio)
  • Infiammazione della pianta del piede (Fascite plantare)
  • Infiammazione al “Tendine d’Achille” (Achillodinia)
  • Tendinopatia della spalla (calcifica e non)

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