I menischi sono fondamentali strutture fibrocartilaginee che agiscono come ammortizzatori naturali nel ginocchio, proteggendo le cartilagini e garantendo la stabilità. Una lesione può derivare da traumi sportivi (distorsioni) o da semplice usura. Capire i sintomi è il primo passo: se sospetti un problema, la visita ortopedica e la Risonanza Magnetica sono essenziali per la diagnosi. Ma una volta confermata la lesione, qual è la scelta migliore: rimuovere (meniscectomia) o riparare (sutura)?
Pubblichiamo un articolo a firma del Dr. Filippo Maria Surace, specialista in Ortopedia e Traumatologia, consulente LARC Venezia e Mombarcaro, che ci spiega l’importanza di queste strutture, le opzioni di trattamento più moderne e il percorso di riabilitazione post-intervento.
L’articolo è uscito sull’ultimo numero de Il Monitore Medico, la nostra rivista interna di divulgazione medica distribuita gratuitamente nelle sedi LARC e nelle migliori farmacie del territorio.
Il Gruppo LARC mette a disposizione dei suoi pazienti il servizio di visita ortopedica, indispensabile punto d’accesso per trattamenti di chirurgia ortopedica. Scopri di più sulla nostra pagina dedicata alla Chirurgia.
I menischi sono strutture di fibrocartilagine a forma di “C” localizzate nell’articolazione del ginocchio tra il femore e la tibia. Tali strutture si trovano sul lato interno ed esterno del ginocchio e hanno la funzione di ammortizzare gli urti tra osso femorale e tibiale, di proteggere le cartilagini che si trovano sulle superfici articolari, diminuire l’attrito tra le superfici articolari femoro- tibiali e aumentare la stabilità del ginocchio.
La lesione del menisco può avvenire per cause degenerative (usura, età avanzata) oppure per traumi (soprattutto nei giovani o sportivi). Quando la causa di una lesione meniscale è un trauma distorsivo del ginocchio (frequente in sport come tennis, calcio) può capitare che si associ una lesione del legamento crociato anteriore. Il sintomo più comune è il dolore acuto soprattutto in carico e durante i movimenti del ginocchio, talvolta una lesione meniscale può provocare un blocco articolare durante i movimenti di flesso-estensione del ginocchio.
Una lesione meniscale può essere sospettata con l’esame clinico durante la visita ortopedica: è evidenziata da dolore alla palpazione dell’emirima articolare (lo spazio tra femore e tibia), dolore suscitato dall’estensione del ginocchio con la tibia mentre il paziente è supino (test McMurray positivo), dolore suscitato dalla rotazione della tibia combinata a trazione/compressione assiale della gamba con paziente in posizione prona (Test di Apley). In presenza di questi segni, lo specialista prescrive l’esecuzione della risonanza magnetica del ginocchio, che permette di mettere in evidenza eventuali lesioni legamentose associate.
Le lesioni meniscali possono essere classificate in base al loro aspetto: longitudinali, orizzontali, radiali, a mani di secchio, a becco di pappagallo, tipo flap e infine lesioni complesse. Quando la sintomatologia è persistente o invalidante, è necessario sottoporsi a un intervento chirurgico che vada a rimuovere (meniscectomia totale o selettiva) o a suturare la lesione (sutura meniscale): si tratta di procedure che avvengono in regime ambulatoriale, senza necessità di ricovero. La meniscectomia parziale o totale se da una parte risolve temporaneamente i sintomi, dall’altro rende l’articolazione instabile aumentando le forze di carico sulle superfici articolari. È quindi sempre meglio, quando possibile, suturare queste strutture, soprattutto quando si tratta di giovani sportivi. La possibilità di sutura delle lesione dipende dalla zona: la lesione meniscale è riparabile quando si trova in una regione vascolarizzata (generalmente entro i 5 mm dalla giunzione menisco-capsulare), questo perché l’apporto di sangue è necessario per attivare il processo di guarigione e di riparazione.
Ci sono diverse tecniche per suturare i menischi: quando possibile, si preferisce la tecnica artroscopica all-inside (totalmente all’interno dell’articolazione) che prevede l’utilizzo di device composti da due ancorette con fili che vengono fatte passare sopra e sotto alla lesione in modo da avvicinare i due margini lesionati.
E dopo l’intervento? In seguito a meniscectomia, il carico sull’arto operato sarà consentito da subito e l’utilizzo di stampelle è limitato alla prima settimana del postoperatorio. La riabilitazione dopo la sutura meniscale invece è più lunga rispetto a quella seguita per la meniscectomia: di solito (non sempre) il paziente non potrà caricare sull’arto operato per 25 giorni circa dall’intervento chirurgico e la deambulazione sarà consentita con l’aiuto di stampelle. In entrambi i casi, lo specialista invierà il paziente a un percorso fisioterapico che possa sostenere e completare la riabilitazione in tempi rapidi e con il miglior risultato.
Dr. Filippo Maria Surace, Specialista in Ortopedia e Traumatologia, Consulente LARC Venezia e Mombarcaro.
Tratto da Il Monitore Medico 04/2024. Leggi il numero completo sul nostro sito.
