L’angio-TC coronarica, o coronaro-TC, è un’indagine radiologica non invasiva che permette di visualizzare le arterie coronarie e di evidenziare o escludere la presenza di lesioni.

Rispetto alla precedente ed invasiva coronarografia si tratta di un progresso notevole. I moderni macchinari TC, come quello installato nella sede LARC Venezia, consentono una buona visualizzazione delle arterie coronarie in maniera indolore, semplicemente iniettando il mezzo di contrasto in una vena periferica. Inoltre, la nuova TAC è dotata di 256 banchi e di funzionamento “Dual Energy/Dual Source”. Questo permette una velocità di esecuzione molto rapida dell’esame, riducendo inoltre la quantità di liquido di contrasto necessaria.

 

Ne abbiamo parlato con il Dr. Massimo Lombardi, Specialista in Malattie dell’Apparato Cardiovascolare e Radiodiagnostica, consulente LARC VENEZIA.

 

Dottore, ci aiuta a contestualizzare la problematica?

Le malattie cardiache rappresentano a tutt’oggi la prima causa di morte nei paesi occidentali. Fra tali malattie, la più frequente è senz’altro la cardiopatia ischemica e cioè la sofferenza del muscolo cardiaco rappresentata dalla malattia delle arterie coronariche che debbono incessantemente nutrire il tessuto cardiaco.

Fino a pochi anni fa l’unico sistema per studiare le arterie coronariche era rappresentato dalla coronarografia, un esame diagnostico invasivo e non privo di rischi per studiare il flusso sanguigno all’interno di un’arteria. Questo esame presuppone di introdurre un catetere dentro il corpo del paziente, seguire a ritroso un’arteria (femorale o brachiale), raggiungere il cuore, incannulare le arterie coronariche ed iniettarvi il mezzo di contrasto per visualizzarne il profilo interno.

 

Come la coronaro-TC ha modificato questa procedura?

L’introduzione delle moderne apparecchiature TC, come quella installata in queste settimane in Larc Venezia, consente una buona visualizzazione di tali arterie in maniera praticamente non invasiva. È sufficiente infatti iniettare il mezzo di contrasto in una vena periferica.

Il risultato è una visione tridimensionale delle arterie coronariche che comprende non solo il profilo interno ma anche la parete delle arterie stesse.

Tale esame serve per identificare i pazienti con malattia coronarica che dovranno quindi sottoporsi alla coronarografia, mentre quei pazienti che risulteranno privi di lesioni coronariche potranno evitare l’esame invasivo che non è privo di rischi.

 

A quali pazienti è rivolta la coronaro-TC?

I pazienti ideali per essere sottoposti a coronaro-TC sono quelli a basso rischio di malattia. Ad esempio i pazienti giovani, che non fumano, che hanno bassi valori di colesterolemia, che non hanno familiarità per la cardiopatia ischemica e non sono ipertesi, oppure che hanno uno o al massimo due di tali fattori di rischio. In questi pazienti l’esclusione di malattia mediante coronaro-TC permette di interpretare i sintomi riferiti in maniera ottimistica ed evitare di ricorrere a procedure potenzialmente pericolose.

Si calcola che solo in Italia con l’applicazione di tale procedura si potrebbe ridurre di circa 500.000 il numero complessivo delle coronarografie invasive.

Altre categorie di pazienti che possono beneficiare di tale esame sono rappresentate dai pazienti che hanno subito un intervento di by-pass aorto coronarico. In tali pazienti la coronaro-TC permette di discriminare i by-pass rimasti pervi da quelli che purtroppo si siano occlusi.

Analogamente tale esame può essere applicato ai pazienti in cui sia stato posizionato uno o più stent coronarici. In questo tipo di pazienti sapere se lo stent è rimasto pervio o meno, aiuta enormemente il Cardiologo referente a gestire in maniera propria il paziente stesso.

 

Come si svolge l’esame?

L’esame è assai semplice e, come detto, quasi del tutto non invasivo. Il paziente viene collegato ad un iniettore che al momento opportuno spinge in una vena del braccio 50-100 ml di mezzo di contrasto iodato. Nel frattempo l’apparecchiatura acquisisce le immagini del cuore e delle coronarie che scorrono su di esso. La procedura di acquisizione dura in genere dai tre ai quattro secondi, mentre la preparazione richiede circa 20 minuti. A parte il posizionamento dell’ago cannula alla vena del braccio, tutta la procedura è totalmente indolore.

Rispetto alle TC precedenti, le apparecchiature più moderne come quella di Larc Venezia posseggono una migliore risoluzione spaziale. Questo fattore permette di vedere meglio le arterie coronariche e soprattutto le loro pareti, migliorando l’accuratezza diagnostica.

Inoltre, essendo diventate così veloci, permettono di ottenere delle eccellenti immagini con un quantitativo di radiazioni di circa dieci volte inferiore rispetto alle apparecchiature precedenti.

 

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