L’artrosi è una delle condizioni croniche più diffuse, spesso percepita erroneamente come un inevitabile segno del tempo. In realtà, non si tratta solo di “vecchiaia”: è una patologia degenerativa che, colpendo le articolazioni fondamentali per il nostro movimento — come ginocchia, anche e colonna — può compromettere seriamente l’autonomia e la qualità della vita quotidiana. Imparare a riconoscerne i primi segnali, dal dolore alla rigidità mattutina, e intervenire tempestivamente attraverso la prevenzione e percorsi riabilitativi mirati, è essenziale per rallentarne la progressione e riscoprire il piacere di muoversi in libertà.
Pubblichiamo un approfondimento a firma della Dott.ssa Alice Re, Specialista in Fisiatria e consulente LARC Venezia, esperta nella diagnosi e nel trattamento conservativo delle patologie osteoarticolari, uscito sull’ultimo numero de Il Monitore Medico, la nostra rivista interna di divulgazione medica distribuita gratuitamente nelle sedi LARC e nelle migliori farmacie del territorio.
Il Gruppo LARC mette a disposizione dei pazienti un approccio multidisciplinare e d’eccellenza per la cura dell’artrosi: dalla visita fisiatrica e ortopedica specialistica alla diagnostica per immagini di alta precisione (Radiografie, TAC e Risonanza Magnetica). Grazie a protocolli personalizzati, il paziente è guidato attraverso terapie fisiche all’avanguardia — come Tecar, Laser ad alta intensità e Magnetoterapia — e programmi di riabilitazione motoria e idrokinesiterapia, volti a ridurre il dolore e preservare la funzionalità articolare nel tempo. Info, disponibilità e costi sul nostro portale di prenotazione larcservizi.it
L’ artrosi è una condizione patologica degenerativa cronica molto diffusa, ed è una delle cause più importanti di dolore e disabilità per malattie articolari.
La prevalenza delle lesioni aumenta con l’età, i sintomi si manifestano solitamente dopo i 50-60 anni e talora anche prima nei casi di esiti post-traumatici o varianti anatomiche (come la displasia dell’anca).
La patologia è caratterizzata da usura della cartilagine e dalla formazione periarticolare di sclerosi ossea che può assumere forma di piccoli becchi (osteofiti). Oltre a mani e piedi, le sedi maggiormente sottoposteal carico sono quelle interessate con più frequenza, ovvero anche, ginocchia e colonna.
L’ artrosi è classificata in “primaria”, derivante dal normale processo di invecchiamento, e “secondaria”, causata da traumi significativi, anomalie articolari congenite, difetti metabolici, processi infettivi e infiammatori.
I sintomi, da lievi a gravi, includono: dolore e perdita di flessibilità con limitazione funzionale, gonfiore articolare, rigidità specie al risveglio o dopo inattività che dura solitamente meno di 30 minuti e migliora con il movimento, crepitii e senso di instabilità dell’articolazione che può anche apparire deformata (evidente nelle dita delle mani).
La diagnosi viene posta durante visita ortopedica o fisiatrica, dopo anamnesi, esame obiettivo, indagini come radiografie e, in casi più complessi, risonanza magnetica. A volte sono richiesti esami del sangue specifici o prelievo di liquido articolare per escludere altre patologie quali artrite reumatoide, gotta o infezioni sovrapposte.
Il processo che porta all’artrosi e ai danni articolari non è reversibile, non si può ottenere una guarigione completa; tuttavia prevenzione (intesa come rallentamento della progressione) e trattamento sono aspetti importanti da conoscere.
È consigliabile infatti mantenere uno stile di vita sano, una dieta equilibrata per conservare un peso salutare diminuendo così il carico sulle articolazioni, adottare idonei accorgimenti posturali e praticare moderata e regolare attività fisica (acquagym, yoga, camminata).
Gli obiettivi del trattamento sono alleviare il dolore, mantenere la flessibilità e ridurre la velocità evolutiva. Il medico fisiatra indicherà un programma riabilitativo basato su esercizi posturali, di mobilità articolare, rinforzo muscolare e stretching. La fisioterapia in piscina (idrokinesiterapia) è importante per i pazienti che possono trarre benefici da esercizi a basso impatto svolti in acqua calda. In associazione alla rieducazione motoria vengono prescritte terapie fisiche strumentali con lo scopo di ridurre i sintomi; tecar e magnetoterapia, laser ad alta intensità (hilterapia®), ultrasuoni sono le apparecchiature utilizzate dal fisioterapista a tal fine.
Nell’artrosi della colonna, del ginocchio o della trapezio-metacarpale della mano sono talora suggeriti tutori nella fase più acuta, durante la quale il medico prescrive anche antidolorifici o antinfiammatori per un breve periodo in terapia orale o topica (creme, cerotti).
Integratori alimentari con glucosamina e condroitinsolfato sono di aiuto al trofismo della cartilagine. In alcuni casi lo specialista potrebbe proporre una terapia infiltrativa intra-articolare con farmaci cortisonici o con acido ialuronico, sostanza che agisce come lubrificante e ammortizzatore per ridurre l’attrito tra le superfici.
Quando invece i trattamenti conservativi non sono più sufficienti, se l’artrosi è in fase avanzata e invalidante, l’ortopedico valuterà l’intervento chirurgico con opzioni quali l’artrodesi (ad esempio per le piccole articolazioni), protesi parziali e protesi totali (specie anca e ginocchio), con cui le superfici articolari vengono sostituite da componenti meccaniche artificiali.
Dr.ssa Alice Re, Specialista in Fisiatria, Consulente LARC Venezia
Tratto da Il Monitore Medico 01/2026. Leggi il numero completo sul nostro sito.
