Indolore, è l’esame per il miglior studio  della cavità uterina.

In che cosa consiste l’esame?

L’isteroscopia non è altro che lo studio della cavità uterina: considerato oggi il “gold standard” (cioè l’esame diagnostico più accurato) per la diagnosi ed il trattamento delle patologie endouterine,  questo accertamento viene eseguito con una telecamera di pochi millimetri all’interno uno strumento (isteroscopio) che tramite un flusso d’acqua sterile distende delicatamente le pareti uterine permettendone una chiara visualizzazione.

Quali sono le indicazioni attuali?

L’isteroscopia ambulatoriale rappresenta un modo sicuro e conveniente per la diagnosi ed il trattamento dei sanguinamenti uterini anomali (AUB) e la gestione di varie problematiche ginecologiche benigne (ad esempio: sterilità, infertilità, aborti ripetuti, alterazioni citologiche ghiandolari, setti uterini, polipi endometriali e cervicali). L’isteroscopia può anche essere una procedura interventistica: durante l’esame cioè, se l’indicazione lo richiede, possono essere effettuate procedure di prelievo come biopsie endometriali,  biopsie di neoformazioni all’interno della cavità uterina, rimozione di polipi se le dimensioni ed il loro numero lo permettono ed eventualmente miomectomie (asportazione di miomi), in caso di miomi sottomucosi (interni all’utero) di modeste dimensioni. L’esame si esegue su indicazione del ginecologo curante.

Come è cambiata la tecnica diagnostica con questo esame?

L’isteroscopia (dal greco Hysteros= utero, e scopeo = guardare), può essere considerata una vera e propria rivoluzione copernicana della moderna ginecologia, poiché, ha “illuminato” per la prima volta uno spazio angusto e buio, mai direttamente esplorato fino alla metà del XIX secolo. La prima isteroscopia è stata eseguita nel 1869 da Pantaleoni, un medico italiano, con l’aiuto dell’endoscopio di Desormeaux. Negli anni successivi, l’isteroscopia è rimasta una curiosità più che una tecnica di reale utilità clinica. Sono stati necessari più di 100 anni infatti affinché il valore clinico dell’isteroscopia divenisse evidente, grazie agli sviluppi nei sistemi ottici e mezzi di distensione, che hanno permesso di ottenere una visualizzazione soddisfacente della cavità uterina. A metà-fine degli anni ’90 lo sviluppo di isteroscopi di piccolo diametro, dotati di strumentazione operativa e flusso continuo d’acqua sterile, ha permesso all’endoscopista di esaminare la cavità, effettuando al contempo la biopsia e il trattamento di alcune patologie benigne intrauterine con strumenti miniaturizzati, in tempi relativamente brevi. Il tutto senza la necessità di un’anestesia generale o della sala operatoria.

Con quale tipo di anestesia e/o sedazione viene eseguita?

L’isteroscopia non richiede uso di anestesia locale né di particolari medicazioni prima dello svolgimento. Durante l’esecuzione dell’esame la paziente potrà avvertire modesti dolori in area pelvica, simili a quelli riscontrati durante il ciclo mestruale: nella gran parte dei casi non richiedono né l’interruzione dell’esame, che solitamente dura pochi minuti, né l’utilizzo di farmaci antidolorifici al termine della procedura.

Questo esame viene eseguito anche in ambito oncologico?

L’isteroscopia dovrebbe essere sempre eseguita nelle donne con sanguinamento uterino anomale in cui le altre metodiche (sonoisterografia e/o ecografia transvaginale) abbiano precedentemente diagnosticato o non possano escludere la presenza di patologie endouterine.

Si raccomanda in tali donne una valutazione isteroscopica del tessuto interno dell’utero (l’endometrio), associata a biopsia per diagnosticare precocemente e quindi ridurre l’incidenza di patologia endometriale maligna. La biopsia endometriale mirata in corso di isteroscopia appare molto più accurata di quella effettuata con tecnica “alla cieca”; pertanto tale approccio dovrebbe essere preferito nel percorso diagnostico delle lesioni endometriali atipiche. Inoltre, l’elevata prevalenza di lesioni endometriali precancerose in pazienti con storia di carcinoma mammario positivo per il recettore degli estrogeni suggerisce la necessità di effettuare uno screening isteroscopico prima di iniziare la terapia, associando eventualmente, laddove ritenuto utile per una diagnosi definitiva, una biopsia endometriale.

Ci sono complicanze ipotizzabili successivamente alla sua esecuzione?

L’isteroscopia è un esame sicuro: le complicanze sono estremamente rare, la loro frequenza varia, a seconda della difficoltà dell’intervento, dallo 0.5 all’1 per 1000 interventi.

Intervista contenuta ne Il Monitore Medico numero 2_2019
Dr.ssa Federica Campolo, Specialista In Ginecologia E Ostetricia, Consulente Larc Venezia, Sempione E Centro Medico Chirurgico Freidour.