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22 luglio 2014
TIROIDE: ORGANO FRAGILE NELLA DONNA

La tiroide è un organo a forma di farfalla che sta intorno alla trachea, alla base del collo. Produce gli ormoni tiroidei tri-iodotironina (T3) e tiroxina (T4).Il primo è la forma più attiva metabolicamente e rappresenta il 20% degli ormoni tiroidei totali mentre il secondo, che ne rappresenta l’80%, viene mantenuto in questa forma fino a quando vi sia necessità dell’organismo e viene trasformato in T3 direttamente nel torrente circolatorio. Gli ormoni tiroidei sono legati da specifiche proteine di trasporto e solo quelli liberi sono attivi metabolicamente. L’attività tiroidea si svolge sotto controllo ipofisario, attraverso l’ormone tireostimolante (TSH). Per formare gli ormoni è indispensabile l’assunzione di Iodio per via alimentare: la maggior parte deriva da prodotti ittici marini ed in minor quantità dai sali del terreno nei vegetali.

Gli ormoni tiroidei sono indispensabili per l’accrescimento somatico e lo sviluppo del sistema nervoso centrale del bambino e nell’adulto per un corretto metabolismo: il loro eccesso o difetto comporta importanti conseguenze per l’organismo e per il benessere generale.

Le donne sono molto più soggette alle malattie tiroidee: una donna adulta ha il 20% di probabilità di avere problemi tiroidei nel corso della sua vita e i riscontri autoptici arrivano a dimostrare quasi il 50% di anomalie ghiandolari anche in assenza di sintomi di disfunzione. Anche nelle famiglie con problemi tiroidei sono colpite con più frequenza le femmine con un rapporto di 4:1 fino a 8:1 o addirittura 15:1 a seconda dei diversi quadri patologici.

Dal punto di vista funzionale si distinguono quadri patologici di:

  • Ipertiroidismo, con batticuore, tremori, sudorazione, senso di stanchezza muscolare, perdita di peso, intolleranza al caldo, alvo diarroico, disturbi mestruali e talvolta disturbi oculari, sindrome ansiosa e insonnia.
  • Ipotiroidismo, con senso di freddo, stitichezza, sonnolenza, riduzione della frequenza cardiaca, aumento di peso, voce roca, cute secca, capelli sottili, alterazioni mestruali.

Questi sintomi possono insorgere subdolamente e, nel dubbio, un dosaggio del TSH saprà indirizzare una corretta diagnosi.La tiroide si può ammalare anche dal punto di vista strutturale in diverse forme (gozzo, tumori, tiroidine). Esiste poi la forma autoimmune che può esordire con ipertiroidismo ed evolvere poi in ipotiroidismo. Anche queste forme colpiscono maggiormente le donne. Dal 5 al 9% delle donne che hanno partorito sviluppano tiroidite post-partum in genere transitoria, che si risolve spontaneamente. Le tiroiditi possono anche essere virali e si distinguono per la viva dolorabilità alla loggia tiroidea che può causare anche dolore alla deglutizione.

perché la tiroide delle donne si ammala di più?
Spesso le tireopatie compaiono in periodi di “tempesta ormonale” come la pubertà, la gravidanza, la menopausa. Gli estrogeni aumentano la perdita di iodio con le urine, rendendo più fragile la donna di fronte all’apporto alimentare.E’ stato notato un aumento di anticorpi antitiroide (26,9% anzichè 8,3% dei controlli) nelle donne portatrici di sindrome dell’ovaio policistico (disturbo caratterizzato da alterazione degli ormoni sessuali e del ciclo mestruale) e all’ecografia tiroidea il 42,3% presentava alterazioni tipiche delle tiroiditi autoimmuni. Alcuni studi anglosassoni hanno rivelato che la tiroide di metà delle pazienti operate per gozzi nodulari o tiroidite presentavano il cromosoma Y (tipico del sesso maschile) nelle loro cellule, configurando un chimerismo (ossia la presenza di un corredo genetico che non apparterrebbe naturalmente alle cellule della persona considerata). La metà di esse aveva avuto almeno un figlio maschio evidenziando un’associazione tra chimerismo, figli maschi e tireopatie.Tutte queste osservazioni pongono solo quesiti che per ora non hanno avuto risposte ma che ci spingono a trattare la tiroide nelle donne con più attenzione anche perché i disturbi possono essere aspecifici e la diagnosi tempestiva può alleviare un malessere altrimenti inspiegato.

Dr.ssa Marina Caccia
Specialista in Endocrinologia e Scienza dell’Alimentazione