Shoulder injury - sportswoman in pain
22 maggio 2014
Strappi muscolari, crampi, tendinite… trattare le lesioni muscolari con le Onde d’Urto

E’ esperienza di tutti noi l’aver subito traumi “minori”, dovuti alla pratica occasionale di attività sportive o durante le normali attività quotidiane. Questi vengono spesso trascurati o curati in maniera superficiale, salvo poi diventare causa di disturbi persistenti anche a distanza di qualche settimana.

Gli atleti e i non atleti hanno in comune molti traumi simili. Per esempio l’epicondilite laterale e mediale (gomito del tennista) può essere causata dal trasportare una valigia, girare un cacciavite o aprire una porta bloccata e il dolore alla rotula e al femore (ginocchio del corridore), può essere causato da un carico alterato durante la deambulazione.

Così i principi della medicina dello sport possono essere applicati al trattamento di tutte le lesioni muscolo-scheletriche e oggi vengono utilizzate nuove tecnologie come le Onde d’urto per il trattamento di queste patologie anche nei pazienti comuni.

La tecnica di trattamento con onde d’urto è semplice nel principio, ma richiede una buona pratica nell’individuazione dei punti “trigger” (area localizzata estremamente irritabile e dolorosa che può trasmettere dolore di riflesso anche in altre aree) per consentire la scomparsa immediata della sintomatologia dolorosa, già dalla prima seduta. E’ meno probabile che la tensione muscolare palpabile sparisca immediatamente quando la sofferenza muscolare si è instaurata da lungo tempo. E’ quindi evidente che sarà necessario ripetere la seduta di onde d’urto almeno 3 volte, a cadenza settimanale, per consolidare il beneficio ottenuto, attraverso la progressiva risoluzione della contrattura stessa.

Per garantire il migliore risultato però sono necessari apparecchi che assicurino un trattamento il più indolore possibile ed efficace, attraverso l’erogazione di onde d’urto generate e trasmesse direttamente al punto trigger e mediante sapienti manovre di applicazione, lente e progressive, seguendo un percorso definito e con una pressione sufficiente ad assicurare un’adeguata diffusione delle onde d’urto a seconda del muscolo da trattare.

Dott. Sergio Rigardo

Specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione

Docente Master Fisioterapia Sportiva Università di Pisa

Direttore Fisiokinesiterapia Gruppo LARC