paura della risonanza
14 settembre 2016
PAURA DELLA RISONANZA? SCOPRI COME AFFRONTARLA

La paura della risonanza magnetica è molto comune tra i pazienti. Per rispondere ai dubbi dei nostri utenti e tranquilizzarli, su Il Monitore Medico abbiamo dedicato un’ampia intervista a questo tema.
 

«Introdotta in ambito sanitario a metà degli anni ’80, la risonanza magnetica ha subìto in breve un’accelerata tecnologica tale da essere ormai considerata uno degli strumenti più importanti nello studio per immagini ad altissima definizione e con informazioni complete delle alterazioni anatomopatologiche di apparati, tessuti, organi. Risulta particolarmente utile per l’esame delle condizioni patologiche cerebrali, del tessuto nervoso e legamentoso della colonna, delle patologie delle vie biliari e del pancreas, dei grossi vasi, dei tessuti molli, delle piccole e grandi articolazioni mentre ha ancora una minor specificità per le ossa. I Radiologi stanno ragionando con studi e test i migliori margini di utilizzo, i vantaggi o la preferenza di altre tecniche di immagine più idonee per uno studio mirato. Per non cadere nel tranello di una scelta incongrua per la salute del malato è quindi sempre importante la prescrizione medica»: sono le parole del Dr. Francesco Scaroina, Specialista in Medicina Interna e Direttore Sanitario del nuovo centro LARC Mombarcaro e dello Studio Medico Pinerolese. Nonostante la sua alta precisione diagnostica, la risonanza magnetica però è forse l’accertamento che più incute timori nel paziente, ma come spiega ancora il Dr. Scaroina, «con l’attenta spiegazione da parte del medico curante si possono allontanare timori e paure verso un’apparecchiatura così sofisticata. È sempre la consapevolezza dell’importanza di un intervento diagnostico a convincere un malato alla sua esecuzione: il medico può illustrare i vantaggi in termini di costo-beneficio e la maggiore specificità diagnostica della risonanza magnetica rispetto ad altre tecniche tradizionali».
Per chiarire ogni dubbio e fugare le preoccupazioni più comuni, abbiamo approfondito le caratteristiche di questo esame con il Dr. Marco Allasia, Specialista in Radiologia e direttore tecnico diagnostica per immagini di LARC Corso Venezia. Sono molte le domande del paziente prima di sottoporsi a un esame di risonanza magnetica. In primis lo preoccupa il rischio di claustrofobia “mi
sentirò mancare l’aria e non resisterò sdraiato fermo”.

Quella di sottoporsi a questo esame è una paura fondata?
«La risonanza magnetica dev’essere affrontata con tranquillità, perché è un esame sicuro e non invasivo. Tuttavia il suo svolgimento crea qualche ansia perché l’ingresso nel tunnel dell’apparecchiatura in cui sono posizionate le bobine riceventi può trasmettere una sensazione di disagio, aumentato anche dal rumore prodotto dalla macchina. Bisogna sottolineare che queste paure nella stragrande maggioranza dei casi si risolvono al momento dell’esame e meno del 5% delle persone hanno poi una reale difficoltà a portare a termine l’accertamento. Nel corso degli anni le aziende produttrici hanno trovato degli accorgimenti per minimizzare l’impatto emotivo: dapprima sono comparse sul mercato apparecchiature aperte lateralmente e oggi le nuove risonanze magnetiche con tunnel più corto e ampio offrono un maggior comfort e sono più silenziose, senza rinunciare alla qualità diagnostica. Inoltre il paziente, dotato di cuffie per ridurre ulteriormente il rumore, grazie a un campanello può avvisare l’operatore di qualunque problema.
Ci sono poi degli accorgimenti di tipo psicologico: è molto efficace la presenza di un parente o di un conoscente all’interno della sala; anche eseguire l’esame a occhi chiusi aiuta a superare il fastidio.
 

Essendo un esame sicuro e non invasivo, può essere svolto da tutti?
La risonanza magnetica è un esame innocuo, perché non utilizza radiazioni ionizzanti che possono essere dannose per il paziente, si basa invece su radiofrequenze e campi magnetici non pericolosi per l’organismo. Ricordiamoci però che la risonanza magnetica è come una grande e potente calamita, quindi è necessario togliere tutti gli oggetti metallici. Nel caso in cui si porti una protesi, deve essere valutata la sua idoneità: dagli anni ‘90 in poi i device intracorporei sono in materiale non ferromagnetico e quindi generalmente non presentano rischi. Per i pacemaker invece occorre valutare caso per caso in quanto esistono oggi dei pacemaker compatibili. Inoltre anche se non è dimostrato che l’esame sia dannoso in gravidanza, è sconsigliato: il medico valuta se è indispensabile o se può essere usata un’altra metodica.
 

La risonanza magnetica è oggi uno degli esami diagnostici tecnologicamente più avanzati. Quali caratteristiche deve cercare il paziente?
Premesso che più la macchina è potente, più è alta la qualità dell’immagine: esistono risonanze con magneti anche a 7 e 9 tesla, utilizzate però in via sperimentale solo nella ricerca scientifica. I macchinari oggi più diffusi per scopi diagnostici sanitari sono quelli a 1,5 tesla, che forniscono immagini molto precise. È importante che il macchinario sia performante, ma anche che sia confortevole per permettere il corretto svolgimento dell’esame e quindi immagini di qualità: per gli esami articolari può essere sufficiente un’apparecchiatura a 0,4 tesla come quella aperta lateralmente, mentre peri quesiti diagnostici neurologici e internistici è meglio orientarsi su macchine a 1,5 tesla eventualmente quelle a tunnel corto. È comunque il medico curante o lo specialista che prescrive l’accertamento a consigliare e indirizzare il paziente, tenendo
conto dell’obiettivo dell’esame e delle caratteristiche del paziente stesso. Un problema sempre più diffuso è quello legato alla sua taglia: i pazienti obesi ad esempio vanno indirizzati su macchinari aperti o dal tunnel ampio.
 

È sempre necessario utilizzare un mezzo di contrasto?
L’uso di un mezzo di contrasto, cioè un farmaco che accresce il contrasto tra i tessuti
patologici e quelli sani è richiesto a seconda dello studio da effettuare: per molte
patologie tumorali o infiammatorie è molto utile. Si tratta di un liquido iniettato per via
venosa o intrarticolare, sempre in presenza dell’anestesista che può intervenire in caso di problemi: in genere però è molto ben tollerato e le reazioni avverse sono molto rare.
 

La risonanza magnetica può essere richiesta anche in età pediatrica?
Sì anche i bambini possono svolgere questo esame, anzi quello pediatrico è un campo di applicazione molto importante, riguarda lo studio della presenza ed evoluzione di malformazioni, lo studio di patologie tumorali e malattie infiammatorie. Per lo svolgimento, nel periodo neonatale si tende
a sfruttare il sonno naturale del bambino, mentre fino a sei anni può essere indotta una lieve sedazione da parte dell’anestesista. Da quest’età in avanti, con l’approccio psicologico giusto da parte del medico radiologo e con la presenza del genitore, il bambino può sottoporsi all’esame
normalmente.
 

Che ruolo ha il radiologo?
Il radiologo incontra il paziente, valuta la scheda compilata prima dell’esame, dove sono riportati i dati anamnestici, la presenza di protesi, pregressi interventi chirurgici ed eventuali controindicazioni. La sola scheda di valutazione spesso non è sufficiente e il medico parla con il paziente per chiarimenti e per capire come condurre l’esame: banalmente, se la prescrizione è legata a un trauma, il medico deve capirne la dinamica e in che punto il paziente ha male. Inoltre è il radiologo ad eseguire il referto. Come tutti gli specialisti, ogni radiologo matura un particolare interesse per un distretto o una patologia: affidarsi quindi a una grande struttura nello svolgimento dell’esame assicura sempre la disponibilità del medico radiologo più idoneo alla valutazione del proprio quesito diagnostico. Altrettanto importante è il tecnico di radiologia, non solo ha le competenze tecniche necessarie per far funzionare al meglio l’apparecchiatura, ma è una figura sanitaria capace di accogliere il paziente e accompagnarlo durante l’esame.
 

Per saperne di più sulle risonanze magnetiche LARC, clicca qui. Per informazioni e prenotazioni, rivolgersi al numero tel. 011.0341777. E’ possibile prenotare anche online sul sito www.larcservizi.it