Nonèsolovanità
23 maggio 2014
La chirurgia estetica non è solo vanità

Intervsta al Dr. Andrea Margara Specialista in Medicina Plastico Ricostruttiva Estetica

 

La chirurgia estetica viene spesso percepita come una disciplina vanesia, dedita solo a sanare bisogni superficiali e narcisisti. C’è molto di più! Facciamo chiarezza con l’aiuto di un esperto.

Un medico serio ed onesto non approfitta dell’esigenza di cambiamento estetico del suo paziente, bensì cerca di capirne le motivazione più profonde e lo accompagna nel suo ripartire da sé.

Parliamo di chirurgia plastica con il Dr. Andrea Margara. Ne parliamo anche per tentare di dissolvere l’alone di ritrosia e pudore che aleggia su questo tema soprattutto nella nostra città. Sì, perché c’è una sorta di pregiudizio, tutto torinese, che bolla come scandaloso il ricorso alla correzione estetica, opinione dovuta probabilmente ad una distorta (e qualche volta ipocrita) condanna del valore estetico. Cosa c’è da vergognarsi nel volersi migliorare ai propri occhi? Nel voler aumentare la propria autostima? Quanto c’è in realtà di psicologico e recondito nell’attività apparentemente frivola del chirurgo estetico? Sullo spunto di queste provocazioni vi invitiamo ad approfondire l’argomento.

 

Quali sono le principali differenze tra le varie branche della chirurgia plastica?

La chirurgia plastica vera e propria si occupa di ripristinare i danni che il nostro corpo ha subìto e le relative funzionalità tenendo presente i principi dell’estetica. L’ambito di interventi di questa specialità è vastissimo: si va dal trattamento dei grandi ustionati, alla ricostruzione in caso di demolizione di tumori del testa-collo, dalla cancellazione della piccola cicatrice alle ricostituzioni estetiche e funzionali in seguito a gravi perdite e compromissioni fisiche dovute ad incidenti. Entra in gioco anche la chirurgia della mano con il trattamento ad esempio del tunnel carpale. Il chirurgo plastico fa inoltre parte dell’equipe chirurgica ogni qual volta l’intervento sul paziente abbia caratteristiche demolitive, a livello ad esempio addominale per la ricostruzione delle pareti, o ginecologico, come nel caso di cambio di sesso. Molto attuale l’esigenza del recupero estetico post obesità: con la diffusione pandemica del problema del sovrappeso la chirurgia bariatrica (che tratta cioè pazienti affetti da obesità patologica) porta a perdita di volumi e riduzioni di peso davvero enormi. Immaginate un paziente che ha perso 100, 110 chili: il suo problema sarà la pelle in eccesso, causa di gravissimi disagi di natura igienico-sanitaria, psicologica e sociale. Il trattamento dunque del paziente post-bariatrico, che si è sottoposto ad esempio a by-pass gastrico, diversione bilio pancreatica o interventi di riduzione o bendaggio dello stomaco, è dunque in notevole evoluzione.
La chirurgia estetica invece lavora esclusivamente su tessuti che non sono stati danneggiati e quindi sana dei difetti soggettivi, che ciascun paziente vede in sé e vuole migliorare: il quadro clinico di partenza non prevede un danno funzionale. La liposuzione è uno degli interventi più comuni, utile nel caso del ripristino di volumi e per la riduzione di volumi adiposi importanti. Altro intervento frequente è l’aumento del seno tramite protesi mammaria; la combinazione tra le due operazioni nello stesso soggetto è il lipofilling mammario, dove si preleva grasso dal resto del corpo e si trasferisce nei seni, con un aumento di volume di circa mezza taglia, usando una tecnica naturale di ridistribuzione. Molto diffusa anche la blefaroplastica, superiore o inferiore, che riduce l’eccesso di cute intorno agli occhi e interviene in caso di borse palpebrali molto evidenti. Esistono poi vari tipi di lifting eseguibili a diverse parti del corpo, dal viso alla pancia alla cosce.

La medicina estetica ci permette infine di migliorare la nostra figura, di minimizzare alcuni difetti o di prevenire gli effetti dell’invecchiamento sul nostro fisico, contribuendo dunque a mantenere un aspetto giovanile nel tempo. La medicina estetica non è chirurgica: gli interventi si basano su iniezioni e trattamenti con macchinari specifici non invasivi. I principali agenti attivi impiegati sono la tossina botulinica e l’acido ialuronico in filler; per quanto riguarda l’eliminazione di adiposità localizzate, esistono trattamenti specifici quali la mesoterapia e la fosfatidilcolina, efficaci su piccole zone circoscritte.

 

Concentrandosi sul campo estetico, laddove cioè la scelta del paziente è finalizzata al solo miglioramento dell’aspetto esteriore, quali sono i reali rischi relativi ad un esito insoddisfacente degli interventi?

Il primo mito da sfatare è senz’altro quello del botulino, spesso incriminato dai pazienti e ritenuto responsabile di esiti disastrosi, “come quelli alla tv”. Premesso che a Torino i modelli dello spettacolo da imitare non sono così presenti e che dunque a livello “geografico” la nostra area è a basso rischio di eccessi, molto dipende dal rapporto che si instaura tra paziente e medico, o meglio, dall’equilibrio che si deve necessariamente creare tra la richiesta e l’offerta della prestazione. Un medico che lavora in maniera seria, opererà prima di tutto nel rispetto delle linee guida dettate dalle associazioni scientifiche preposte, che tendono a preservare i canoni di bellezza originaria di ogni fisionomia. Un professionista che opera in quest’ambito non causerà alcun danno al paziente perché non eccederà nell’utilizzo delle varie tecniche. Di fronte a richieste sempre più estreme, un buon chirurgo estetico saprà orientare il proprio paziente verso scelte consapevoli e responsabili, richiamandolo eventualmente anche al buon senso e alla corretta visione di sé stesso, e poi dovrà disporre di un bagaglio ampio di soluzioni e tecniche, che vadano al di là della semplice quantità di botulino da iniettare! Un medico estetico con poche frecce al proprio arco, non avrà altra scelta se non insistere nell’uso di un solo rimedio, con risultati spesso disastrosi, come ad esempio con un eccesso di iniezioni di acido ialuronico come volumizzante per “rimpolpare” un viso che ha perso turgore; va bene riempire finchè mantengo il paziente nella sua condizione originaria, oltre questo limite però devo proporre soluzioni alternative connaturate all’entità della correzione, aiutando così il paziente a restare nel suo canone di bellezza naturale.
Altro tema su cui è indispensabile fare chiarezza riguarda le protesi al silicone: queste capsule, che contengono un gel coesivo e molto compatto, se costruite con rigore e qualità, sono assolutamente sicure, non cancerogeniche e prive di effetti indesiderati. Il silicone liquido invece, iniettato per gonfiare ad esempio zigomi e labbra, è un prodotto assolutamente dannoso e pertanto illegale; nonostante questo, si trovano ancora persone di pochi scrupoli che lo usano, magari operando senza alcuna qualifica medica. Per concludere, la serietà del professionista a cui ci si affida rimane una delle migliori garanzie di successo sull’esito del proprio intervento.

 

Serietà e professionalità, dunque. Ma come riconoscerle?

La garanzia per il paziente è rivolgersi a categorie di professionisti certificati. In Italia abbiamo la SICPRE, cioè Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva Estetica, e l’AICPE, l’Associazione Italiana Chirurghi Plastici Estetici, due società scientifiche di riferimento per la specialità. I membri e i soci di questi Enti sono medici preparati e competenti, nonché coloro che dettano le linee guida e pubblicano i consensi e le informative relative alla scientificità della professione. Ad un livello di rigore altrettanto alto c’è l’ISAPS (International Society of Aesthetic Plastic Surgery) l’organo internazionale al di sopra delle realtà locali che conta tra i suoi iscritti chirurghi plastici con caratteristiche di preparazione selettive.

 

In quali step si articola il percorso del paziente che ha deciso di effettuare un intervento estetico?

L’iter dipende dalla problematica che si affronta. Il primo passo è la visita, in cui si prende atto dell’esigenza del paziente e vengono prospettate le varie tecniche utili alla correzione del suo problema. A quel punto si fa una pianificazione: se la richiesta è di medicina estetica, in brevissimo tempo e senza grandi necessità, si possono finalizzare le richieste del cliente. Nel caso di lavori più articolati, si organizzano e pianificano più sedute. Nel caso infine di intervento chirurgico, si prospetta al paziente tutto ciò che lo aspetta in termini di rischi, complicanze possibili o eventuali, decorso post-operatorio, tempi di recupero e convalescenza. Seguiranno vari esami volti ad accertare la buona salute del paziente, condizione di partenza indispensabile per poter procedere con l’operazione. In linea di massima le attuali tecniche anestesiologiche e contenute somministrazioni analgesiche rendono questi interventi, oggi, più che mai “confortevoli” .

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