Idrokinesiterapia
28 febbraio 2017
IDROKINESITERAPIA: UNA RIABILITAZIONE RICCA DI VANTAGGI

Tra le tecniche riabilitative più recenti ed efficaci, si distingue l’idrokinesiterapia che va a completare anche l’offerta LARC grazie alla nuova piscina del centro di Via Mombarcaro. Spesso erroneamente associata all’aquagym o confusa con la ginnastica in acqua, l’idrokinesiterapia in realtà è una vera e propria tecnica riabilitativa che sfrutta l’elemento acqua come strumento terapeutico. Per capire quali sono i vantaggi, abbiamo approfondito l’argomento con il Dr. Sergio Rigardo, Specialista in Fisiatria e Idrologia Medica, Direttore Tecnico Fisiokinesiterapia LARC.

 

Cosa si intende con idrokinesiterapia?
È una tecnica fisioterapica che utilizza l’acqua come strumento terapeutico
per attivare i processi metabolici, migliorare i movimenti muscolari, ridurre il dolore. C’è un’enorme differenza con la ginnastica in acqua: quest’ultima è un’attività motoria, svolta da qualsiasi persona in condizioni di benessere. L’idrokinesiterapia invece è un percorso rieducativo rivolto a pazienti che hanno disturbi motori, con minori o maggiori disabilità, tanto è vero che va svolta con personale qualificato con una preparazione specifica, perché utilizzare l’acqua come strumento terapeutico non significa semplicemente far immergere il paziente in piscina. Questa metodica si distingue in idrokinesiterapia assistita, che prevede l’intervento del fisioterapista in acqua con il paziente, e l’idrokinesiterapia guidata, dove il paziente svolge gli esercizi in acqua da solo con la supervisione dal fisioterapista dall’esterno.

 

Anche la piscina in cui si svolge è diversa da quella per la ginnastica o per il nuoto?
Certamente! La piscina riabilitativa ha caratteristiche diverse da quella natatoria, a partire dalla sua struttura: ha zone di diversa profondità, per cui tutti i pazienti vi possono accedere in sicurezza e avere l’acqua all’altezza del torace, indipendentemente dalla statura. La piscina
riabilitativa è poi dotata di vari strumenti: corrimano, parallele e spalliere necessarie per lo svolgimento degli esercizi, idrogetti che invece servono per il massaggio terapeutico.
Inoltre è una piscina “a temperatura”, ovvero riscaldata: a seconda del tipo di paziente e della
problematica, vengono utilizzate zone di altezza e temperatura diversa (tra i 25° e i 32° C).

 

Per quali patologie è indicata l’idrokinesiterapia? Tutti i tipi di pazienti possono svolgerla?
La riabilitazione in acqua è adatta praticamente a tutti: pazienti pediatrici,
adulti, anziani. Tutte le patologie possono trarre giovamento: quelle ortopediche,
reumatologiche e le neurologiche. Pensiamo alle patologie articolari o che portano a disturbi del movimento: ad esempio in seguito a traumi, a eventi come ictus o problematiche come la sclerosi multipla. Affinché siano efficaci, è sempre indispensabile che le terapie in acqua siano integrate in un percorso riabilitativo studiato dal Fiasiatra, che comprenda anche il trattamento in palestra riabilitativa e terapie strumentali, a seconda delle necessità: è un mix di questi mezzi, il più adeguato possibile al paziente, a portare alla riabilitazione. L’idrokinesiterapia può essere usata con risultati eccellenti anche nella riabilitazione post-chirurgica: l’unico vincolo in questo caso è rappresentato dalla ferita chirurgica che dev’essere completamente chiusa (a seconda del tipo di intervento: un paio di giorni per l’artroscopia, una decina per un’operazione tradizionale). Uno dei principali vantaggi della terapia in acqua è rappresentato dall’assenza del carico, che va a beneficio anche di traumi e distorsioni.

 

Quali sono i vantaggi dell’idrokinesiterapia?
Questa metodica offre tutta una serie di vantaggi che le altre terapie non hanno. Come accennato, l’acqua per sua stessa natura riduce il peso corporeo di circa il 90%
e quindi annulla il carico. Inoltre l’acqua calda ha un effetto rilassante
che quindi riduce il dolore. In questa situazione di abbassamento di carico e contratture, il paziente esegue movimenti che “a secco”, cioè fuori dall’acqua, assolutamente non riesce a fare, con tempi di recupero molto più rapidi. Questo vantaggio è stato evidenziato dapprima nel trattamento degli atleti, ma è valido per tutti: quando è possibile inserire nel percorso i trattamenti di idrokinesiterapia, i tempi di recupero vengono pressoché dimezzati, perché ogni criticità del trattamento fisioterapico in palestra diventa un’opportunità per il trattamento riabilitativo in acqua, con un cambiamento radicale della risposta del paziente.
Infine l’idrokinesiterapia ha vantaggi anche psicologici: il potersi muovere senza dolore non solo gratifica il paziente, ma aumenta la sua fiducia nel successo del percorso, favorendo quindi il suo impegno.

 

Può farci qualche esempio?
Prendiamo una problematica molto comune: la lombalgia. In palestra, il fisioterapista lavora su una serie di gruppi muscolari della colonna per cercare di evitare che l’eventuale ernia discale possa dare segni di dolore. In piscina, invece, l’acqua calda favorisce rilassamento e decontrazione muscolare, riducendo il dolore. Con l’abbassamento del carico, il paziente riesce a eseguire movimenti impossibili in palestra. L’acqua elimina così le criticità che creano un circolo vizioso. Una volta ridotti dolore e contrazione muscolare, si completerà poi il percorso con esercizi e terapie a secco.

 

Per info e prenotazioni, tel. 011.0341777.

Da Il Monitore Medico 6/2016 – Intervista al Dr. Sergio Rigardo, Specialista in Fisiatria e in Idrologia Medica, Direttore Fisiokinesiterapia LARC.