Gravidanzaserena
15 settembre 2014
GRAVIDANZA: quali controlli preventivi e durante i nove mesi?

La gravidanza è un’esperienza unica nella vita di una donna ed è fondamentale che sia vissuta come un periodo sereno e piacevole da ricordare.

Qualisono le indicazioni da seguire per affrontare al meglio questa esperienza?

Anzitutto è molto importante comprendere che gran parte del buon esito della gravidanza dipende dal comportamento della gestante. La medicina moderna ha chiaramente evidenziato che alimentazione e abitudini di vita sono fondamentali nella prevenzione e nel trattamento di patologie anche gravi. Lo stesso discorso vale per la gravidanza. Così è fondamentale che la donna giunga alla gestazione nelle migliori condizioni: si dovrà ridurre l’eventuale sovrappeso con una dieta adeguata, condurre una vita il più possibile sana e equilibrata, e, assolutamente, eliminare o ridurre drasticamente il fumo di sigaretta, che determina effetti negativi sulla fertilità e sul decorso della gravidanza. A questo si aggiungono alcuni esami ematochimici e sierologici e, naturalmente, un controllo ginecologico, possibilmente con ecografia transvaginale, e un pap test. Il discorso comportamentale diviene ancora più importante durante la gestazione. L’eccessivo incremento di peso è spesso responsabile delle più gravi patologie gravidiche e fetali. Un aumento ponderale complessivo entro i 12 Kg è l’obiettivo da prefissarsi. I controlli da effettuare dovrebbero avere mediamente cadenza mensile, e dovrebbero essere eseguiti sempre dallo stesso ginecologo di fiducia. Le ecografie da eseguire sono principalmente tre: una a 12 settimane, una a 20 settimane, e una a 32 – 33 settimane. Gli esami realmente necessari non sono molti e possono essere effettuati anche solo due tre volte durante la gravidanza. È importante la valutazione dei globuli rossi, la ricerca di eventuali infezioni urinarie, e il controllo dello stato immunitario verso la toxoplasmosi. Altri controlli possono rendersi necessari in casi particolari, come ad esempio il diabete gestazionale. Universalmente consigliato è lo screening per la sindrome di Down, che consente, con l’esecuzione di test ematochimici e ecografia di rilevare il rischio di un feto affetto, in modo da eseguire l’amniocentesi solo nei casi selezionati. Molto importante è la partecipazione ad un corso di preparazione al parto, da effettuare negli ultimi due mesi di gravidanza, che consente di affrontare serenamente e informati questo delicato evento. Concludendo, osservare adeguate abitudini di vita e seguire le indicazioni di medico e ostetrica, consentirà alla gestante di affrontare nel modo più sicuro e sereno l’evento del parto.

Dr. stefano Maccario, Specialista in Ginecologia