etichette e intolleranze alimentari
3 febbraio 2016
ALIMENTAZIONE: Etichette e intolleranze alimentari

Etichette e intolleranze alimentari: come leggerle e a cosa fare attenzione. In caso di disturbi, meglio rivolgersi a specialisti.

«Ciò che è cibo per me può essere veleno per te». Sono le parole usate secoli fa da Lucrezio per riferirsi ai disturbi legati al cibo, un tema che mai come in questi anni è diventato attuale.

Le reazioni avverse ai cibi, più conosciute come intolleranze alimentari, sono infatti in costante aumento e sempre più persone si rivolgono a specialisti per cercare di capire la causa dei loro disturbi. Una volta effettuato il test leucocitotossico, in caso di positività ad un certo alimento si dovrà effettuare, sempre con l’aiuto di uno specialista, un’astensione totale per un periodo di tempo limitato da quell’alimento, prestando molta attenzione anche ai prodotti confezionati in cui può essere presente, cioè esaminando bene gli ingredienti sull’etichetta.
Esaminare con attenzione le etichette dei cibi confezionati, tra l’altro, è un’ottima abitudine,
indipendentemente da nostre eventuali intolleranze: ci permette infatti di avere una maggiore consapevolezza di ciò che mangiamo. Proprio leggendo la composizione di un cibo infatti, possiamo individuare gli “alimenti nascosti”, ovvero tutto ciò che non è evidente. In Europa la maggior parte dei cibi confezionati deve essere etichettata secondo la legislazione vigente, ma spesso la terminologia presente sulle confezioni non è del tutto chiara e la sua interpretazione può essere complicata per il consumatore.

Vediamo quindi per gli alimenti più frequenti tra le cause di intolleranze quali termini possono essere utilizzati. Nel caso del Grano è possibile trovare la dicitura “leganti” o “amido modificato”. Gli amidi modificati sono prodotti derivanti dall’amido naturale estratto da diverse fonti, tra le quali il grano, che sono stati trattati per ottenere le proprietà desiderate. Anche la dicitura “proteina idrolizzata” o “proteina vegetale idrolizzata” può indicare un derivato del Grano.

Nel caso del Latte invece è possibile trovare le dicitura “beta-lattoglobulina” o “alfalattoalbumina”, entrambe proteine del siero del latte. Anche la dicitura “sostituti dei grassi” senza un’ulteriore precisazione deve far pensare all’utilizzo del latte o di qualche suo componente.

È poi comune trovare la dicitura “sciroppo di glucosio” in molti alimenti non solo dolci ma anche
salati. Le persone intolleranti allo zucchero devono quindi stare attente se lo trovano scritto in etichetta ed evitare quindi l’alimento che lo contiene.

La presenza del Caffè o del Thè o del Cacao può essere indicata in etichetta semplicemente con ladicitura “sostanze nervine”.

Globulina, livetina, ovalbumina, ovaglobulina, ovomucina, ovovitellina e vitellina sono invece componenti delle Uova che possono essere scritte in etichetta per indicarne la loro presenza.

Gli intolleranti all’Oliva, e quindi anche all’olio di oliva, dovranno invece evitare quegli alimenti che contengono grassi vegetali, se non è indicato in maniera specifica di che tipo di grassi si tratta.

Per concludere quindi, quando è necessario seguire un percorso di astensione totale da un certo alimento, non è sufficiente nel caso del Latte per fare un esempio semplice, evitare i formaggi o la mozzarella sulla pizza perchè è possibile scoprirne la presenza anche in alimenti impensabili come per esempio alcuni tipi di pane e solo il consumatore attento, leggendo le etichette, può individuare l’ingrediente “incriminato”.

Dr.ssa Barbara Frigerio, Nutrizionista e Consulente LARC (articolo estratto da Il Monitore Medico 6/2015).

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